Yara: il Garante della Privacy blocca l’articolo di Repubblica sul verbale dell’interrogatorio di Bossetti

Il Garante per la protezione dei dati personali ha disposto in via d’urgenza il blocco di ogni ulteriore diffusione dell’articolo pubblicato, anche online, sul quotidiano “la Repubblica” in cui sono riportati ampi stralci dell’interrogatorio del 6 agosto scorso di Massimo Giuseppe Bossetti. Lo rende noto il Garante della Privacy in una nota.
L’articolo pubblicato dal quotidiano, scrive il Garante, “riporta, tra l’altro, informazioni relative ai familiari dell’indagato, quali la moglie, il figlio, la madre, il fratello e il padre, con particolare attenzione a quelle inerenti le abitudini sessuali. Tali informazioni incidono gravemente sulla dignità delle persone terze estranee alla vicenda processuale.
In particolare del figlio minore, che rischia di subire un nuovo pregiudizio a causa della possibile ulteriore diffusione delle notizie”.
L’articolo pubblicato dal quotidiano, prosegue il Garante, “contiene, inoltre, ampie citazioni virgolettate dell’interrogatorio, dalle quali si può configurare anche una violazione degli articoli 114 e 329 del Codice di procedura penale. Con il medesimo provvedimento l’Autorità ha prescritto a tutte le testate di conformare l’utilizzo delle informazioni sulla vicenda di cronaca alle norme poste dal Codice sulla privacy, dal Codice deontologico dei giornalisti e dalla Carta di Treviso a garanzia della dignità dei familiari dell’indagato.
E ha invitato tutti i media a procedere ad una valutazione più attenta ed approfondita circa l’oggettiva essenzialità di dettagli e informazioni attinenti ad aspetti intimi, omettendone la pubblicazione quando non rispondono ad un’esigenza di giustificata informazione su vicende di interesse pubblico ed evitando altresì ogni forma di accanimento informativo intorno ad aspetti intimi delle persone coinvolte, in particolare quando queste lo sono solo in mondo indiretto e marginale.
Il provvedimento del Garante – conclude la nota – è stato inviato alla Procura della Repubblica competente e al Consiglio regionale dell’Ordine dei giornalisti per le valutazioni di rispettiva competenza”.

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